
Giorni intensi gli ultimi a Cork: infatti mercoledì notte (precisiamo, giovedì mattina all'1:40 a.m. grazie alle 3 ore di ritardo del volo) i miei genitori e due nostri amici di famiglia sono venuti a trovarmi qui fino a domenica pomeriggio. Grande l'emozione, non solo per me ma anche per i miei, visto che per la prima volta hanno preso un aereo e affrontato un viaggio così lungo. E così per i tre giorni e mezzo seguenti ho fatto un pò la guida turistica (e il supporto fondamentale visto che non parlano inglese) e ho mostrato loro in breve il mio mondo (luoghi e persone) qua a Cork.
Va sottolineato che in questi tre giorni il meteo si è divertito a prendere in giro il sottoscritto e non solo (visto che eravamo sempre fuori) mantenendo confermati gli stereotipi dell'imprevedibilità del tempo irlandese: infatti in circa 72 ore i miei 4 ospiti hanno potuto testare e tastare tutte le varianti del clima irlandese: dalla tipica giornata coperta mite al temporale inaspettato, improvviso ma breve, dalla pioggia copiosa al vento micidiale, dai sunny intervals ai little drizzles (pioggerellina) continuamente alternati e infine alla bella giornata di sole caldo domenica con 11°. Unica nota stonata era la voglia di shopping delle donne che ho dovuto sopportare e il forte apprezzamento al Penneys, ovviamente per via dei prezzi stracciati sul vestiario, soprattutto per bambini.
Ma l'evento clou è stata la serata di venerdì, quando Lorena ha avuto l'idea di preparare dello gnocco fritto per me. Ovviamente io non mi sono fatto scappare questa grandiosa opportunità e ho deciso di invitare anche le mie coinquiline e gli amici più intimi del posto (Edo, Tiphaine, Audrey, Nicolas, mancava Davide). Il risultato è stato una serata indimenticabile (lo gnocco è venuto bene, nonostante gli ingredienti non fossero emiliani doc); ovviamente nessuno ha resistito alla bontà di questo piatto e anche i miei genitori hanno avuto un assaggio di come e quanto possa essere bella e stimolante un'esperienza Erasmus, anche senza sapere una parola d'inglese. Insomma, per un paio d'ore, Bandon Road è diventata la via Emilia (come ha detto giustamente Edo), dove la lingua ufficiale era l'italiano (con cadenza emiliana) e dove si è pure accennato a canti, popolari e non, grazie a una chitarra, Edo e Arnaldo.
E per i prossimi giorni, ci sono da finire i cappelletti, le lasagne e l'erbazzone portati da casa...
Per finire, un ringraziamento speciale a mia madre e Lorena per aver preparato lo gnocco, a Lorena e Arnaldo per aver accompagnato i miei in questo viaggio e ovviamente ai miei per essere venuti fin qui a trovarmi!!!
E fra 10 giorni, nuove visite!!!
Tschüs!
lunedì 10 marzo 2008
Un pezzo d'Emilia a Cork...
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