sabato 5 aprile 2008

Io in mezzo agli irlandesi


Rieccomi qua, finalmente di nuovo a Casa Cork dopo il fieldtrip nel Kerry di una settimana. Ci tengo a sottolineare che non sono andato qui solo per diletto personale, ma anche (non sono Veltroni eh…) e soprattutto perché questa era un’opportunità unica che mi concedeva l’UCC per compiere un viaggio di studio e lavoro in una delle più famose e frequentate zone d’Irlanda. Il tutto riconosciuto come un vero e proprio esame.
Partenza sabato 29 marzo da Cork e ritorno ieri a pranzo, esattamente 6 giorni dopo. Soggiorno nelle splendide location 4 stelle del “Clearwater Apartments” a Gleinbeigh, piccolo paesino sulla strada del celebre Ring of Kerry. Di cose da dire ce ne sarebbero veramente un milione, ma mi limito soltanto ad accennare gli aspetti rilevanti e salienti.

Studenti partecipanti: 28
Studenti irlandesi: 27 (avete già capito…)
Docenti e accompagnatori: 4 + Paddy, l’autista (f***ing legend!!!), il quale mi ha raccontato è andato sul Carrantuohill, la “vetta” più alta d’Irlanda, 9 volte quest’anno e ben 32 lo scorso anno!!! Incredibile, considerando che a occhio avrà sui 65-70 anni…

Certe volte, a seconda dei momenti, mi sentivo un po’ un pirla, un po’ quello che vuole fare il figo perché è straniero e fa il lavoro in un’altra lingua, oppure proprio un caso umano (vedi Fantozzi) visto che io ero quello veramente diverso da tutti gli altri. In questa settimana si è girato e lavorato davvero parecchio, ma abbiamo comunque avuto modo di divertirci e bere qualche pinta ogni tanto. Per una settimana ho detto soltanto 5 parole in italiano, e precisamente al ragazzo ungherese del pub di Gleinbeigh mentre guardavo Manchester-Roma, dopo aver sentito un “vaffanculo Manchester” da parte sua al gol di Rooney. L’italiano non è solo la lingua dei “ti amo, ciao bella, o sole mio”…


Per il mio inglese è stato davvero un toccasana: più che altro per quanto riguarda la comprensione, l’ascolto e la scrittura, visto che era necessario prendere appunti e anche molto velocemente. Quello che fatico ancora a capire è il motivo per cui certe persone riesco a capire quello che dicono all’80-90% (i docenti) mentre altri, tra cui molti ragazzi irlandesi, è veramente dura e mi ritrovo spesso a dire “sorry” o “pardon”… Come volevasi dimostrare, ma non avevo certo bisogno di conferme per scoprirlo, l’inglese si impara così, in completo isolamento, forzato o non forzato. E devo dire che, anche se solo dopo 6 giorni, mi sento di dire che ci sono stati miglioramenti che in condizioni normali avrei forse fatto in un periodo molto ma molto più lungo. Uniche persone che non sono proprio riuscito a comprendere sono state due guide l’ultimo giorno, originarie del Kerry, che parlano un idioma a me quasi completamente incomprensibile…

Il programma, in breve, è stato questo: ogni giorno avevamo una o più destinazioni precise, affrontando ogni giorno differenti tematiche, soprattutto legate alla geografia umana e ad aspetti sociali e culturali. Alla sera il nostro compito era di scrivere report (compresi tra 750 e 1000 parole) sui temi e sugli aspetti focalizzati in giornata. Le prime due sere, dato che i primi due giorni abbiamo fatto lavori in piccoli gruppi, ci siamo trovati in uno dei cottage dove soggiornavamo a discutere, confrontare e condividere tutti insieme i nostri resoconti e le nostre opinioni su quanto raccolto: devo dire momenti molto interessanti dove quasi ognuno di noi esponeva qualcosa o comunque poteva dire la sua (pure il sottoscritto!) senza timore. Momenti in cui si è fatta vera e propria geografia.

Ma la giornata più bella è stata probabilmente quella di lunedì. Quel giorno ci siamo infatti divisi in 7 gruppi da 4 persone ciascuno e dislocati in 5 località differenti. Due gruppi erano a Killorglin, due a Cahersiveen (tra cui il mio), uno a Portmagee (posto straordinario, di fronte alla Valentia Island), uno a Ballinskelligs e l’ultimo a Waterville. In circa 6 ore di tempo, il nostro compito era quello di investigare e trarre il più informazioni possibili sul paese che ci era stato assegnato, focalizzandosi soprattutto sul “community and sense of place”. In pratica, camminando, osservando e soprattutto intervistando persone, dovevamo cercare di capire il più possibile gli aspetti seguenti:

- Storia, background culturale ed evoluzione dell’insediamento urbano;
- Come è basata l’economia, i posti di lavoro;
- Infrastrutture, trasporti urbani, rifiuti…
- Mercato immobliare e prezzi delle case
- Quanto è forte il senso della comunità, attività organizzate…
- Posto vibrante, in salute oppure in decadenza e crisi?

In queste ore ci siamo quindi avventurati, un po’ investigatori e un po’ reporter, per le strade di Cahersiveen alla caccia di più materiale possibile da scrivere nei nostri essay e abbiamo avuto modo di parlare con diverse persone, ognuna con una storia e qualcosa da raccontare. Dall’agente immobiliare che ci ha parlato del mercato locale e soprattutto delle seconde case presenti in loco alle signore del “Community Centre” che ci hanno spiegato le attività promosse e tutto quello che è organizzato per i residenti, alla signora dell’Amarantine bar (ma sì, un po’ di pubblicità…), proveniente da Dublino, che ci ha accennato particolari sugli immigrati fino a quello che sarebbe potuto essere l’incontro clou, ovvero un’intervista a un importante personaggio politico del posto, nonchè ex Ministro dello Sport e Attività Sociali nel passato governo irlandese, un tale O’Donoghue. Purtroppo io e Gearoid ci siamo presentati con addirittura 3 minuti di ritardo (cioè in orario, gli irlandesi non sono puntuali solitamente…) e, visto che Mr O’Donoghue sembrava un pelino incazzato, il mio compagno di team non se l’è sentita di fargli delle domande e ha rimediato in extremis chiedendo soltanto una foto (dove tra l’altro non sono venuto nemmeno male!).

Unico neo di quest’esperienza è che, secondo il mio parere, abbiamo passato forse troppo tempo negli stessi posti, soprattutto Cahersiveen,e percorso le stesse strade: però va anche detto che abbiamo fatto delle escursioni e dei brevi trekking molto belli, soprattutto l’ultimo giorno sulla Valentia Island. Peccato che il tempo non mi abbia concesso la possibilità di fare foto indimenticabili: 6 giorni in cui pioggia, tempo coperto e sole si sono divisi più o meno equamente la posta. Davvero terribile il primo giorno in escursione a Killarney, dove credo di non avere mai preso così tanta acqua in vita mia. Poi per fortuna la pioggia si è limitata soltanto a brevi apparizioni.

Chissà se avrò mai la possibilità di ripetere qualcosa del genere.
Se qualcuno ha intenzione di offrirmi un lavoro del genere o anche solo pagarmi per viaggiare, si faccia avanti!!!

Tschüs!

3 commenti:

Juliet ha detto...

ad agosto sarai ancora lì?

Name: Raffaele (21) ha detto...

no no, in meno di due mesi sono di nuovo a casa...
se non sbaglio mi avevi chiesto molto tempo fa consigli su dublino: purtroppo non ho avuto ancora modo di vederla bene, ci sono solo passato in giornata. se vuoi consigli su altre zone, soprattutto nell'irlanda occidentale da visitare, chiedimi pure...

Anonimo ha detto...

Ciao io andrò a Cork per tutto il mese di agosto e mi piacerebbe avere qualke informazione sulla città.
Se puoi scrivimi magari dandomi la tua mail. grazie.