lunedì 28 luglio 2008

Piccolo Overland


Sono indietrissimo e il mio blog è un pò defunto da quanto sono ritornato a casa, lo so.

Ho appena terminato un viaggio, breve ma intenso, cominciato da Bolzano e terminato 6giorni dopo a casa mia, trascorrendo ogni notte in una città diversa, spostandosi soltanto con treni o autobus (e a piedi) senza aver prenotato nulla. Da Bolzano a Dobbiaco, poi Lubiana, poi verso Zagabria, e ancora Rijeka, Trieste e infine il ritorno a casa. Quattro le nazioni attraversate: Italia, Austria, Slovenia e Croazia. Andrea e Elisa sono stati i compagni di avventura.

Molte infatti sono le analogie con i famosi camion arancioni che da anni solcano le strade di tutto il mondo: certo, senza dubbio molto più improvvisato e poco organizzato, forse più simile a un Interrail o a una piccola corsa a tappe ciclistica (stile Tirreno-Adriatico) ma la voglia di scoprire e di percepire il più possibile i luoghi da noi visitati, nonostante le poche ore trascorse in ogni città, hanno offerto qualcosa in più di una semplice vacanza o giro turistico.


Bolzano, capoluogo dell'Alto Adige nonchè punto d'incontro tra il mondo mitteleuropeo e mediterraneo, città che forse esteticamente non colpisce immediatamente, ma estremamente vivibile e funzionale, con un centro tranquillo e unarete ciclabile estesa e completamente indipendente e separata dalla sede stradale: un esempio a cui moltissime città, italiane e non, dovrebbero guardare.

E poi Dobbiaco, nella verdissima Val Pusteria, importante crocevia all'ombra delle Dolomiti di Sesto che dirige verso il Tirolo austriaco a est e il Triveneto a sud, verso la mondana Cortina d'Ampezzo.

Attraversando il Tirolo austriaco (Lienz) e la Carinzia (Villach), lungo la valle della Drava, si piega verso sud, attraversando la catena delle Karavanche, si giunge prima a Jesenice e poi nella capitale slovena.

Lubiana, certamente una delle più tranquille capitali d'Europa (dove a tratti ci è capitato pure di chiederci dove fossero le persone e le macchine), dal centro accogliente pieno di bar e ristoranti dove rilassarsi e assaporare qualcosa.

Zagabria, capitale croata, una vera e propria metropoli, sviluppata soprattutto a nord del fiume Sava: alla grande ed estesa periferia, piena di grigi e disordinati palazzoni, si contrappone un centro più ordinato, con numerosi edifici storici e strette viuzze che hanno vagamente ricordato Praga al sottoscritto: nella piazza centrale solo i filobus possono transitare e anche qui regna la tranquillità.

Rijeka (o Fiume in italiano) non colpisce certo per la sua bellezza e per la sua qualità ambientale (raffinerie e smog), ma ricopre comunque un importante posizione strategica e di passaggio, soprattutto per i turisti, diretti verso la costa dalmata a sud o verso l'Istria e l'Italia a nord. Nella via centrale, il Korso, e nelle viuzze retrostanti il municipio, si possono notare edifici che ricordano moltissimo lo stile veneziano.

Infine Trieste, porta d'accesso per l'est europeo, o per l'occidente, a seconda dei punti di vista. Colpisce soprattutto Piazza dell'Unità, così vicina al mare e forse ancor più bella di notte, con le sue luci eleganti. Infine la costa alta, fin quasi a Monfalcone, passando per il bel castello di Miramare, poco ricorda la riva adriatica e sembra già parte dell'Istria e della sponda opposta a quella italica.


Non sono mancati episodi divertenti o problemi, certamente l'evento da ricordare è questo, uno dei più spassosi della mia vita: io e Andre stavamo guardando tranquillamente il panorama dalla finestra dell'ultimo vagone, in coda al treno. Comincia la lunga galleria (nemmeno illuminata) che collega l'Austria alla Slovenia. Entra un giovane ragazzo dalla porta che collega il piccolo spazio dove siamo noi ai posti a sedere del vagone, entrambi pensiamo sia diretto alla toilette. Invece no: non si ferma e prova ad aprire la porta terminale del vagone, senza sapere che il treno finisce lì, siamo in galleria. Andrea lo prende per un braccio e gli urla "Finish!!!". Lì per lì il giovane non capisce, poi scoppia in una risata e torna indietro. Inutile dire che poi io e Andre ci siamo ribaltati dalle risate, certo che se si fosse aperta quella porta...

Al prossimo viaggio...

Tschüs!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E il tour non finisce qui... ANDREA

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good